L'ITINERARIO IN AUTO: Torino - Stupinigi - Orbassano - Avigliana - Rivoli - Pianezza - Venaria - Settimo Torinese - San Mauro Torinese - Superga - Moncalieri - Le Vallere - Torino

150 KM C.CA TOTALI

 

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  Villa Reale di Stupinigi

Dal centro di Torino si imbocca Corso Unione Sovietica, uno dei tanti, lunghi viali di uscita dalla città piemontese, superando Mirafiori si arriva davanti alla splendida Villa Reale di Stupinigi. E' la prima meta del lungo itinerario proposto e vale, senza dubbio, un'attenta visita. L'edificio, palazzina di caccia dei Savoia, fu edificata su progetto di Filippo Juvarra, a cui si deve anche la costruzione della Basilica di Superga. All'interno, il Museo d'Arte e d'Ammobiliamento. Aggirato il gigantesco edificio, fiancheggiato il retrostante giardino, si arriva al lungo e diritto vialone che attraversa completamente l'area del Parco Naturale Stupinigi, che offre, con le sue pianeggianti stradelle, l'occasione per una tranquilla passeggiata. Ripresa l'auto si arriva al bivio con la strada che, a destra, porta ad Orbassano. Senza entrare nel centro abitato lo si aggira dirigendosi subito verso Avigliana. Si supera così Bruino e si arriva a Trana dove si lascia la strada per Avigliana per prendere a sinistra verso Giaveno. Questa digressione che si sta compiendo non è pretestuosa, ma ha lo scopo di portare ad uno degli edifici religiosi più famosi di tutto il Piemonte e d'Italia, conosciuto a livello mondiale per la splendida posizione in cui sorge e per la sua ricca storia legata, soprattutto, al passaggio della Via Francigena: la Sacra di San Michele. Infatti da Giaveno si seguono le indicazioni per Valgioie salendo sulla bella e tortuosa strada che si avvita verso il Colle Braida, attraversando splendidi boschi di latifoglie. Dal colle una breve discesa porta al punto dove, a sinistra, con pochi minuti di cammino si può raggiungere la Sacra di San Michele. Ripresa l'auto si scende ora al fresco dei boschi verso Avigliana ritrovandosi, dopo 10 ripidi e tortuosi chilometri, sulle sponde del Lago Grande, uno dei due invasi naturali, di origine glaciale, che costituiscono il cuore del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Intorno ai laghi e sulle alture circostanti sono stati tracciati alcuni sentieri utilizzabili per raggiungere tutte le zone più interessanti dell'area protetta. Raggiunta Avigliana ci si dirige verso Buttigliera, quindi Rosta e infine si arriva a Rivoli. Qui sono molte le indicazioni che invitano a salire al castello, magnifica fortezza che, pur mantenendo la sua maestosa solennità, è stata trasformata in una attrezzata sede espositiva d'arte contemporanea. Su questa altura esisteva un castello già nel Quattrocento, ma le forme attuali sono successive e, i parte, dovute ad un'opera di ricostruzione operata, nel 1639, su un progetto di Filippo Juvarra. Il castello oggi rappresenta l'avamposto dell'Area attrezzata della Collina di Rivoli, un'area protetta che, data la vicinanza alla città di Torino, vede i suoi sentieri frequentemente battuti da gitanti domenicali. Riscesi dal castello non si segue Corso Francia verso Torino ma, bensì, le indicazioni per Alpignano, centro abitato da dove si compie un ampio semicerchi sotto il Monte Lera passando per Grange, S. Gillio e Druento. Oltre Druento, dirigendosi verso Torino, si incontra il bivio con la strada che, a sinistra, porta a Venaria dove numerosi cartelli turistici indicano la giusta via per giungere ad uno dei tre ingressi del Parco Naturale della Mandria. E' questa l'area protetta dei dintorni di Torino che, forse, meglio concilia la natura con l'arte. Qui, infatti, la natura si presenta nella sua veste più rigogliosa sia dal punto di vista botanico che faunistico e, in mezzo a questa ricchezza, emergono numerose opere dell'uomo di pregevole fattura. L'area, infatti, nacque come riserva di caccia dei Savoia, che oltre alla caccia si dedicarono all'allevamento dei cavalli. Furono così costruiti il castello e la Bizzarria, da utilizzare come dimore, ed altri edifici, come le Cascine, da utilizzare per scopi agricoli e di allevamento. Per non sfar scappare gli animali fu innalzato l'alto muro che ancora oggi protegge il parco e che rende i percorsi al suo interno del tutto tranquilli. Dalla Mandria si riparte dirigendosi ora verso Torino e rientrando quasi in città, tenendosi però alla sua periferia settentrionale. Superato il Fiume Po si deve infatti arrivare alla località Sassi, dove parte la storica cremagliera che collega Torino con la Basilica di Superga. Se non si vuole prendere il romantico mezzo a rotaia"LA DENTERA" si può salire in auto e, in circa 5 km, ritrovarsi sotto l'imponete edificio, divenuto un po' il simbolo di Torino. Già nella salita si avrà modo di osservare la ricchezza del manto vegetale che ricopre queste basse colline e che rappresenta il vero e proprio fiore all'occhiello del Parco della Collina di Superga. L'area protetta rappresenta la vera e propria valvola di sfogo per gli abitanti di Torino che qui salgono per far sport o anche solo per rilassarsi. Scendendo da Superga ci si dirige ora verso Pino Torinese (al primo bivio a sinistra e, subito dopo, a destra), località che si raggiunge passando per i boschi del Monte Cervet e del Bric Brunassa (sull'altura soprastante Pino Torinese sorge il famoso Osservatorio Astronomico, uno dei più importanti d'Italia). Da Pino Torinese si prende la strada per Reaglie ma subito la si lascia per andare a sinistra verso l'Eremo. Risaliti quindi al Colle della Maddalena, inizia il tratto discensivo che porta a Moncalieri  e da qui, in breve, a Torino.

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